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La super truffa con il bonus edilizia: 294 indagati per una frode milionaria Cronaca Primo piano zonarcs 

La super truffa con il bonus edilizia: 294 indagati per una frode milionaria



Due commercialisti del Salernitano avevano messo su due diverse associazioni per delinquere finalizzate a commettere una quantità enorme di truffe ai vari bonus a disposizione nel settore edilizio in dieci regioni d’Italia: grazie alla complicità di imprenditori “compiacenti”, avevano sottratto finanziamenti per 160 milioni di euro, soldi poi riciclati da altri membri dell’organizzazione in particolare in Asia. In diversi casi, le pratiche “fasulle” erano state prodotte all’insaputa dei proprietari degli immobili: fra gli episodi finiti sotto la lente della magistratura, c’è addirittura una ristrutturazione edilizia relativa a una struttura di proprietà di un Comune della provincia di Salerno, quello di Cicerale. È lo spaccato – inquietante – emerso nelle indagini della Procura di Salerno, guidata dal procuratore capo Raffaele Cantone, condotte dal nucleo di polizia tributaria di Salerno, al comando del colonnello Antonio Specchia: eseguito un sequestro preventivo di beni e valori per 160 milioni di euro ai danni di 240 sotto inchiesta. Lo scrive la Città. Gli indagati, in totale, sono 294 tra persone e società che risiedono o hanno sede tra Campania, Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto. Per nove indagati, quelli ritenuti ai vertici delle due organizzazioni, sono state chieste delle misure cautelari: si tratta di due commercialisti, uno di Albanella e l’altro residente a Mercato San Severino (ma originario di Agropoli) e sette imprenditori residenti fra Nocera Inferiore (due persone), Cava de’ Tirreni, Bellizzi, Eboli, Mercato San Severino, Sicignano degli Alburni. Due i esperti contabili e i cinque imprenditori il prossimo 24 giugno saranno sottoposti – così come previsto dalla normativa Nordio – a interrogatorio preventivo di garanzia davanti al gip del tribunale di Salerno che deciderà sulle richieste di misura cautelare (per quattro indagati è stato chiesto il carcere, per altri cinque gli arresti domiciliari).

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